18 ottobre 2017

FuoriPISTA a “chiacchiere” di ADR

tra i residenti della Provincia di Roma rispetto alla necessità di ampliamento dell’aeroporto, il Comitato FuoriPISTA ritiene tali affermazioni infondate fintanto che non si renderà pubblico il sopra citato studio e le relative metodologie utilizzate. Prima di esporre dati “a caso”, è assolutamente necessario chiarire pubblicamente i criteri seguiti per redigere lo studio: (1) il campione di cittadini contattati, (2) la tipologia dei cittadini contattati, (3) le zone di residenza dei cittadini contattati, (4) Il tipo di domande poste, (5) le informazioni in possesso del campione, (6) etc. etc. ADR è una società privata quotata in borsa. Qualora lo studio citato non dovesse trovare riscontri, potrebbe configurarsi il reato di aggiotaggio. Già a luglio 2010 il risultato di un sondaggio commissionato dalla società ADR e condotto dall’Istituto per gli studi sulla pubblica opinione presieduto da Renato Mannheimer, veniva presentato così:”Fiumicino, il raddoppio piace” sottotitolo “Sondaggio di Mannheimer: dice sì il 53% degli intervistati”. Fermo restando poi appurare che il 53 per cento degli intervistati aveva semplicemente sostenuto che l’aeroporto di Fiumicino non funziona. Gli intervistati non avevano affermato di essere d’accordo con l’ipotesi di raddoppio prospettata da ADR della quale, tra l’altra, non erano stati messi a conoscenza. L’unica conseguenza diretta che se ne poteva derivare è che la società di gestione ADR fa male il suo mestiere. Il Comitato FuoriPISTA da tempo rilancia l’ipotesi di un tavolo interistituzionale (Regione Lazio, Provincia di Roma e comuni di Fiumicino e Roma) partecipato dalle forze sociali, sindacali, ambientali e territoriali. Altrettanto non può invece dire ADR: non entra mai nel merito delle critiche che da tempo gli vengono sottoposte ma continua esclusivamente a lanciare slogan che male si coniugano con la realtà dei fatti. ADR propone di “rendere permanente il tavolo istituzionale da sempre previsto nel Masterplan che favorisca un approccio ampiamente condiviso che tenga conto anche delle esigenze legate al territorio sul quale incide l’aeroporto e sul quale inciderà il progetto del raddoppio al 2044” ma non condivide i propri piani con la popolazione, non risponde alle richieste dei cittadini direttamente interessati dagli espropri, non presenta gli stessi piani alle amministrazioni locali (come da queste ultime ripetutamente dichiarato). Ancora si legge in un comunicato stampa GEMINA/ADR “L’aeroporto Leonardo da Vinci dovrà svilupparsi come polo tecnologico a basso se non addirittura nullo impatto emissivo e rappresentare un esempio virtuoso per il contenimento dell’impatto acustico e per l’integrazione e il rispetto di tutti i beni paesaggistici, ambientali, culturali e archeologici”. Ancora chiacchiere. Solo chiacchiere. Il recente monitoraggio del rumore effettuato  da Legambiente Lazio con il Comitato FuoriPISTA disegna già allo stato attuale un quadro allarmante: a fronte di un limite diurno di 55 db(A) per le zone residenziali sono stati rilevati valori pari a quasi il doppio: 101,7 decibel dB(A) di picco a Focene, 91,7 decibel di picco a Maccarese Trigolana, 95,7 decibel al campo sportivo di Paglialunga, 95,4 decibel in via della Muratella-Centro 20 e 88,0 decibel vicino all’istituto “Leonardo da Vinci”. Questi sono i fatti.
–  Perché ADR non fa cenno al conflitto d’interessi generato dal fatto che i terreni dove dovrebbe essere realizzato il secondo aeroporto appartengono alla stessa famiglia che detiene la maggioranza del pacchetto azionario di AdR?
–  Perché ADR non gradisce la centralina fissa per il monitoraggio dell’inquinamento acustico come previsto da Arpalazio?
–  Perché ADR non mette in atto tutte quelle misure, previste dalla normativa, per il risanamento acustico complessivo del sistema aeroportuale di Fiumicino?
–  Perché AdR non si cimenta con i dati da essa stessa diffusi e relativi al transiti di passeggeri avvenuti in alcuni fine settimana del mese di agosto che inequivocabilmente dimostrano l’inutilità di un secondo aeroporto?
ADR non si qualifica come un buon gestore aeroportuale. ADR dimostra di NON avere le carte in regola per pianificare lo sviluppo dell’aeroporto intercontinentale “Leonardo da Vinci”, strategico per il sistema Paese, perché non ha a cuore gli interessi del sistema Paese. Il vero obiettivo del piano di raddoppio dell’aeroporto di Fiumicino comincia ad emergere dalle stesse comunicazioni di ADR : “Il Masterplan che Aeroporti di Roma ha commissionato alla Scott Wilson, includerà anche tutte quelle opere di servizio alle attività aeronautiche e non, come: strutture immobiliari e ricettive (centri congressi, alberghi, uffici e strutture terziarie e direzionali, ecc), parcheggi a servizio di passeggeri, visitatori e addetti aeroportuali, oltre alle strutture di supporto necessarie al futuro sviluppo”. L’aeroporto di Fiumicino non ha bisogno di altre piste, si tratta solo ed esclusivamente di speculazione prima fondiaria e poi edilizia. Altro che sistema Paese, GEMINA/ADR hanno a cuore solo l’interesse privato dei propri azionisti in danno del bene pubblico. Il Consiglio Comunale di Fiumicino ha votato una mozione per promuovere un confronto aperto tra la cittadinanza, l’amministrazione e ADR. ADR abbia uno scatto d’orgoglio e venga a confrontarsi apertamente e pubblicamente con la cittadinanza. (Comitato FuoriPISTA)

Pubblicità

Newsletter

Archivio Articoli