26 settembre 2017

FuoriPista e i numeri Adr

Questo rispetto alle sue stesse previsioni del 2011. In più c’è una netta diminuzione del 10,2% dei movimenti complessivi. “Come sia possibile un così marchiano errore di valutazione da parte di AdR e di ENAC, che lo ha approvato e sottoscritto, a solo un anno dalla firma del famigerato decreto Monti del 21.12.2012?- fanno notare i membri di FuoriPista – Rivolgiamo questa domanda e ci aspettiamo una risposta da parte del Ministero dei Trasporti, del Ministero dell’Economia, dalla Presidenza del Consiglio, dai vari organi di controllo amministrativo:Corte dei Conti in primis. Ora si capisce meglio perché AdR insiste nell’accogliere in un hub intercontinentale i voli low cost, che attualmente significano 8 milioni di passeggeri all’anno: in qualche modo bisogna riempire rapidamente il buco! Nel frattempo, niente paura: secondo una clausola del Contratto, AdR potrà recuperare i minori ricavi – sempre rispetto alle sue stesse previsioni – derivanti dalla diminuzione dei passeggeri attraverso un ulteriore aumento tariffario: infatti secondo la suddetta clausola di salvaguardia (naturalmente per AdR) in caso di una diminuzione dei passeggeri maggiore del 6% le è concesso un ulteriore aumento delle tariffe, oltre a quello ordinario. E ciò è stato stabilito appena un anno fa, quando era già
chiaramente in atto il trend di diminuzione del numero di passeggeri che infatti nel 2012 era già stato del 3,3 %. Tale clausola contrattuale è stata a suo tempo denunciata dal Comitato FuoriPISTA con un Esposto alla Corte dei Conti. Ma non è finita qui: dall’incontro del 14 gennaio si apprende infatti anche che quegli stessi investimenti che il Governo, al momento della firma del DPCM, aveva chiesto di anticipare sono stati rimodulati” da AdR, rinviandoli agli anni successivi. ENAC e il Ministero dei Trasporti – secondo quanto riportato dai documenti di AdR – hanno accettato. Va precisato che l’aumento tariffario di circa 10€ ottenuto da AdR all’inizio del 2013 era giustificato proprio dalla sbandierata esigenza di far fronte agli imminenti investimenti. Risultato: AdR incassa dopo un anno maggiori proventi per circa 360 milioni di euro, ma quanto a spendere questi soldi per i lavori previsti c’è tempo. Bel colpo! Davanti a queste cifre, davanti alle palesi incongruenze presenti nel Contratto di Programma, davanti al rinvio delle opere necessarie ad aumentare la capacità ed efficienza dell’aeroporto dentro il suo
attuale sedime, è mai possibile che le forze politiche, i parlamentari presenti nelle Commissioni competenti e il Governo non ritengano di annullare il progetto del raddoppio dell’aeroporto cassando il DPCM del 21.12.2012 con tutte le sue numerose contraddizioni, a partire da quelle relative agli espropri, autorizzati ancora prima di sapere se saranno mai raggiunte le condizioni per procedere al raddoppio?”.

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