23 settembre 2017

Mar nero, il problema sono i canali

Canali eutorifizzazione m

Che poi arrivano, attraverso le pompe del Consorzio di Bonifica al ritmo di 3 mila litri al secondo, di notte in mare dallo stagno di Focene, il terminale degli scarichi. Provocando quell’effetto Mar Nero evidente in questi giorni. Un problema che ripropone con forza la soluzione chiusura estiva dello stagno, su cui la Pro Loco, il Consorzio e il WWF lavorano da tempo. Tra i tanti problemi, questo dell’inquinamento marino resta quello principale, bisognerebbe ricordarsene sempre, non solo quando arriva l’onda nera.

Pubblichiamo ancora l’articolo di Riccardo Di Giuseppe che ben chiarisce i termini della questione:

Il mare marrone e l’eutrofizzazione

Si assiste in questi giorni ad un particolare fenomeno che ha allarmato molte persone: l’acqua infatti di alcuni canali di bonifica che scaricano direttamente a mare presenta una colorazione anomala con presenza di materiale in sospensione e cattivo odore. 
Una probabile causa che ha determinato questo fenomeno è quella dell’eutrofizzazione un problema che emerge nella sua drammaticità nel nostro territorio nel periodo estivo quando le temperature sono elevate e il mare è calmo.
L’eutrofizzazione è un processo degenerativo delle acque indotto da eccessivi apporti di sostanze ad effetto fertilizzantecome azoto, fosforo ed altre sostanze fitostimolanti trasportate a mare dai fiumi e canali e dagli insediamenti costieri.
Le principali cause che portano a questo processo sono costituite dall’incremento della popolazione nel periodo estivo e conseguente aumento degli scarichi fognari, uso progressivo di detergenti contenenti polifosfati, intensificazione dell’agricoltura e conseguente uso crescente di fertilizzanti e concentramento degli allevamenti zootecnici.
Il fenomeno si manifesta con alterazione del colore e della trasparenza delle acque per le alte concentrazione di microalghe in sospensione. Infatti le elevate concentrazioni di sali di azoto e di fosforo immessi nelle acque favoriscono un anomalo sviluppo del numero delle alghe normalmente presenti.
Le acque diventano torbide ed assumono colorazioni, che vanno da rosso mattone, verde, a seconda della specie di microalga prevalente. Questa alterazione è spesso accompagnata da cattivi odori, dovuti ai processi degenerativi.
Il danno potenziale e reale delle zone eutrofizzate non è soltanto purtroppo d’ordine estetico e turistico, ma ha ricadute gravissime sull´ambiente; la fioritura algale può essere cosi imponete da creare una tale massa di materiale in decomposizione che consuma buona parte dell’ossigeno.
Gli effetti conseguenti a ricorrenti stati di mancanza di ossigeno nelle acque di fondo determinano modificazioni dell’ecosistema con conseguente perdita di biodiversità: morie di pesci, molluschi, crostacei, ecc., con riduzione dei popolamenti originari.
È auspicabile affrontare fin da ora questo problema e non arrivare a conseguenze disastrose.

Riccardo Di Giuseppe – Naturalista

 

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