25 settembre 2017

Psicosi Ebola anche in una scuola di Fiumicino

Psicosi Ebola anche in una scuola di Fiumicino

La psicosi per l’Ebola arriva anche a Fiumicino. E questa volta non in aeroporto ma alla scuola Porto Romano, un Istituto per tanti versi all’avanguardia tra quelli comunali.

Alcuni genitori, avendo saputo che una bambina della scuola era tornata da un viaggio in Uganda hanno chiesto al dirigente scolastico di impedire, senza tanti giri di parole, il suo rientro in classe. “Se entra lei non entrano i nostri figli”, avrebbero detto.

“A preoccupare solo tre o quattro genitori – spiega Lorella Iannarelli, nuovo dirigente della Porto Romano – era il ritorno in classe di una bambina che aveva fatto un viaggio in Uganda. Ma la bambina è tornata in Italia il 14 ottobre, abbiamo chiamato il papà che ha portato un certificato medico, abbiamo anche chiamato il medico che in Uganda aveva visitato la bambina e ci siamo informati in aeroporto se l’Uganda fosse un paese a rischio, scoprendo che non lo è. Il comportamento di alcuni genitori avrà offeso la mamma della bimba che in un primo momento aveva chiesto il trasferimento in altra sezione, ipotesi poi rientrata. La bambina è rimasta a casa qualche giorno dal ritorno in Italia: probabilmente per cortesia da parte della famiglia o perché era stanca del viaggio. Comunque sia lunedì scorso è rientrata a scuola senza nessun problema da parte dei genitori dei suoi compagni di classe. Non ho avuto nessuna segnalazione da parte delle maestre, ciò mi induce a pensare che non ci siano state assenze ingiustificate”.

“Ho parlato con la dirigente del plesso scolastico statale che mi ha rassicurato sul fatto che, compiute le dovute verifiche, comprese quelle relative ai protocolli internazionali aeroportuali, le porte della scuola materna di via Coni Zugna sono sempre rimaste aperte per tutti i bambini, inclusa la piccola tornata dal viaggio in Uganda – ha detto il sindaco Montino –  come rappresentante delle istituzioni sento il dovere di lanciare un appello per impedire che timori o paure ingiustificate, soprattutto su temi che riguardano la salute pubblica, sfocino in ostracismi e discriminazioni. Da ulteriori informazioni risulta, tra l’altro, che non ci siano stati blocchi o impedimenti che abbiano ostacolato il rientro della bambina a scuola”.

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