15 novembre 2018

Si spacciano per finti amici e invece rapinano orologi

È successo sabato mattina a Fregene ad almeno tre persone. Tutte sono state avvicinate da uno o due motociclisti alla guida di una Yamaha colore grigio scuro, due in viale Castellammare, uno in viale Nettuno nella zona dell’Ufficio Postale. Il motociclista si avvicinava ai conducenti delle auto, li chiamava per nome e li invitava a scendere per salutarsi “Dopo tanti anni che non ci vediamo”. Evidentemente aveva dei complici che riuscivano dalla targa dell’auto a risalite all’intestatario. Il finto amico spacciandosi per un ortopedico dell’ospedale S. Eugenio di Roma cercava di far scendere dall’auto le persone e poi con un complice di sfilargli l’orologio di valore. Operazione riuscita in almeno una circostanza in viale Castellammare.

Questo invece il racconto di chi, insospettitosi, è riuscito a evitare di farsi rapinare: “Il 13 ottobre ero alla guida della mia auto in via Castellamare, più o meno davanti alla Tabaccheria Bitelli si è accostata una moto Yamaha di colore grigio/nero con un uomo alto e robusto che indossava un casco bianco e nero. Avevo il finestrino abbassato, lui mi ha salutato chiamandomi per nome e chiedendomi come stavo, invitandomi con modi garbati a scendere dall’auto per salutarci. Fortunatamente, essendo stato da giovane un appassionato di difesa personale e arti marziali ed avendo frequentato corsi al riguardo per diversi anni, ho avuto la prontezza di riflessi, di sospettare e comunque di togliermi l’orologio dal polso. Mi sono fermato all’inizio di San Fruttuoso vicino alla frutteria lasciando l’autovettura nel lato opposto da dove il soggetto aveva parcheggiato la sua moto e ho aspettato che lui si avvicinasse a me, in un punto meno isolato. Nonostante l’avessi da subito invitato a togliersi il casco ha continuato a parlare e a toccarmi spacciandosi per un ortopedico del S. Eugenio, complimentandosi per la mia forma fisica e credo che nello stesso tempo abbia notato che non portavo più l’orologio. Nel frattempo ho cominciato ad insospettirmi poiché si guardava attorno con fare sospett, e anche l’abbigliamento mi ha reso perplesso, non era proprio consono. Credo altresì che fosse in contatto telefonico con uno o più complici che suggerissero cosa dire o lo avvisassero di pericoli imminenti. Considerato che al mio terzo invito di togliersi il casco lui rispondeva che non poteva toglierlo perché aveva un auricolare, gli ho detto che a questo punto che me ne sarei andato e così prontamente ho fatto. Il tempo di riflettere e prendere chiaramente coscienza dell’accaduto, sono andato alla stazione dei Carabinieri per segnalare il fatto accaduto ma era piena di persone. Dopo pochissimi minuti è arrivato un signore di una certa età che ha raccontato di aver subito il furto del suo orologio, ad opera di un uomo che ha usato la stessa tecnica da me descritta, sempre essendo chiamato per nome, spacciandosi sempre per un ortopedico del S. Eugenio. Sentendo il racconto, mi sono inserito e ho raccontato ai Carabinieri che lo stesso episodio era successo a me poco prima, come nei fatti sopra menzionati”.

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