24 settembre 2017

Volo Palermo-Fiumicino, muore un carlino

Il cagnolino è stato vittima forse di un colpo di calore, soffocato a causa dell’alta temperatura e di un impianto di condizionamento che non funzionava correttamente. Almeno questo è quanto denuncia la proprietaria dell’animale. Roy il piccolo carlino di tre anni ora non c’è più e oltre ad Alessandra ha lasciato sola anche Piper, 6 anni, la sua compagna di una vita cui era legatissimo. Anche la cagnolina era sullo stessa aereo, il 26 agosto 2011, ma è riuscita a sopravvivere e ad arrivare nella nuova casa romana.  A quindici giorni di distanza, al di là del triste ricordo, la vicenda si porta dietro strascichi giudiziari: ai carabinieri di Fiumicino è stata presentata una denuncia ipotizzando una omissione di soccorso e i militari hanno già iniziato a raccogliere le testimonianze di chi era presente a bordo e ha assistito la scena. Alessandra, 37 anni, si è rivolta ad un avvocato ed è decisa ad andare fino in fondo perchè secondo la proprietaria, la colpa non è solo imputabile al presunto guasto dell’impianto di condizionamento ma anche agli assistenti di volo che non le hanno permesso di fare niente per salvare il piccolo Roy. La vicenda ha inizio all’aeroporto di Punta Raisi, dove il volo Az 1782 accumula ritardo per via delle operazioni d’imbarco e di partenza sforano ampiamente dai tempi previsti. I passeggeri così iniziano a lamentare il caldo eccessivo che si registra all’interno dell’abitacolo: l’impianto di condizionamento non sembra bastare “per garantire le normali condizioni di vivibilità”. Se i passeggeri però trovano il modo di rinfrescarsi, accedendo alla toilette e bevendo acqua, i due cagnolini, posizionati nella cuccia sotto i sedili iniziano ad accusare segni di malessere. Piper è vicino alla padrona mentre Roy è sotto custodia, qualche fila dietro, dell’amica di Alessandra.  A questo punto la situazione degenera. Il volo è ormai partito, le ragazze vorrebbero tirar fuori i cagnolini dalle gabbiette ma nulla da fare – ed è questo il nocciolo della denuncia – il personale di volo è inflessibile e non lo consente. Alessandra ad un certo punto non resiste più, estrae Piper dal trasportino e la prende in braccio. Uno degli assistenti di volo, nelle prime file, le consiglia di portarla in bagno per rinfrescarla nonostante i colleghi si oppongano.  “Ma da quella toilette poi non mi hanno più fatto uscire fino al momento dell’atterraggio – protesta la signora -. Mi hanno ordinato di stare lì dentro e per tutto il viaggio nessuno è venuto a chiedermi come stessi o se avessi bisogno di qualcosa, anche solo di un bicchiere d’acqua”. L’amica di Alessandra però – sempre secondo il racconto della padrona – non riesce ad imporsi agli assistenti di volo e estrae Roy “solo quando ormai era inutile e non si poteva più fare nulla”. Il cagnolino era già morto.  La versione di Alitalia però è completamente opposta. Anzitutto “i mezzi di condizionamento e pressurizzazione dell’aereo, sia a terra che in volo, funzionavano normalmente ed in completa efficienza”. Smentisce poi che gli assistenti di volo abbiano ostacolato tentativi di salvataggio da parte della proprietaria: “Su richiesta della passeggera, il personale di volo ha acconsentito, sebbene non previsto dalle procedure vigenti, a far uscire uno dei cagnolini dal trasportino per essere rinfrescato. La richiesta non è stata fatta per il secondo cagnolino. In caso contrario sarebbe stato concesso di rinfrescare anche lui.  Pur spiacenti per l’accaduto, riteniamo di aver fatto tutto quello che era necessario ed opportuno per la corretta gestione della sfortunata vicenda, assolutamente accidentale e non riconducibile ad alcuna responsabilità della compagnia”.

Pubblicità

Newsletter

Archivio Articoli