Lettera aperta di Stefano Travaglini in merito all’articolo del vicesindaco Giovanna Onorati

Leggere il recente comunicato del vicesindaco, a dir poco, rimango perplesso. È l’ennesimo esercizio di auto-celebrazione che sembra ignorare deliberatamente la memoria storica di questo territorio. Prima di prendersi meriti per opere come la sistemazione della pineta, sarebbe corretto e onesto ricordare che tali progetti sono figli della programmazione della vecchia amministrazione. È fin troppo facile inaugurare o vantare lavori nati altrove, spacciandoli per visioni proprie. La verità è che, in questi anni, si è proceduto più per inerzia dei piani precedenti che per una reale pianificazione innovativa.

Ma il vero punto critico, che grida vendetta, è la questione dell’anagrafe di Fregene. L’annuncio che al suo posto arriverà il 118 – per quanto il presidio sanitario sia importante – suona come una beffa amara. Non si può ignorare che, di fatto, stiamo perdendo l’ultimo presidio amministrativo della nostra località a vantaggio di un futuro polo ad Aranova. Questa non è efficienza, è svuotamento.

Dov’è finito il tanto decantato “decentramento amministrativo”? Fregene viene privata di un servizio essenziale per i residenti, costringendo i cittadini a spostamenti che potevano essere evitati. Centralizzare tutto ad Aranova significa trasformare Fregene in una semplice “periferia turistica”, priva di quei servizi minimi che definiscono la dignità di un centro abitato tutto l’anno.

Alla faccia della vicinanza ai cittadini, questa amministrazione continua a dimostrare di avere una visione miope: si punta su un polo centralizzato, sacrificando le specificità e le necessità delle singole frazioni. I residenti di Fregene meritano più rispetto e soprattutto un’amministrazione che non confonda il “cambio di destinazione d’uso” con il progresso del territorio.



Stefano Travaglini