L’evoluzione dei sistemi di accesso e avviamento riflette il passaggio dalla meccanica all’elettronica. Dalla chiave tradizionale si è arrivati al telecomando, ai transponder per l’immobilizer e infine ai sistemi keyless, che riconoscono la presenza della chiave autorizzata senza richiedere il suo inserimento fisico.
Panoramica dei tre sistemi di apertura e avviamento
Sulle auto che circolano oggi in Italia convivono tre grandi famiglie di sistemi: la chiave tradizionale/meccanica, la chiave con telecomando (radiocomando + transponder) e il keyless (keyless entry / keyless go, spesso in versione “passive entry”).
Cambiano soprattutto modalità d’uso, comodità, complessità elettronica e vulnerabilità ai furti elettronici. Anche molti sistemi apparentemente tradizionali, inoltre, integrano componenti elettronici di sicurezza.
Come funzionano: tecnologia e modalità d’uso
Chiave tradizionale/meccanica
Una lama metallica sagomata aziona direttamente la serratura della portiera e il blocchetto di accensione. Nelle versioni moderne, però, all’interno della chiave è spesso presente un transponder codificato.
Il microchip viene letto da un’antenna vicino al blocchetto; se la centralina non riconosce il codice, l’immobilizer impedisce l’avviamento anche se la lama è corretta. È il motivo per cui, in caso di problemi al transponder, la chiave può girare ma il motore non parte.
Chiave con telecomando (chiave elettronica con radiocomando)
La lama e il transponder restano, ma si aggiunge un radiocomando alimentato a batteria. Premendo i pulsanti, la chiave invia un segnale radio codificato al veicolo per comandare la chiusura centralizzata.
A seconda del modello, il radiocomando può gestire anche bagagliaio, antifurto, luci, vetri o altre funzioni comfort.
Se la batteria o la parte radio si guastano, su molti veicoli è comunque possibile utilizzare la lama per aprire l’auto e il transponder per autorizzare l’avviamento.
Sistema keyless (keyless entry / keyless go / passive entry)
Con il keyless entry è possibile bloccare e sbloccare l’auto senza inserire la chiave. Con il keyless go, l’avviamento avviene tramite pulsante start/stop. Nei sistemi passive entry, la portiera può sbloccarsi avvicinandosi con la chiave in tasca, spesso toccando semplicemente la maniglia.
La smart key comunica via radio con il veicolo, che utilizza antenne interne ed esterne per determinare se il dispositivo autorizzato si trova vicino alla portiera, nell’abitacolo o nel vano bagagli. Se il codice viene riconosciuto nel raggio previsto, il sistema autorizza apertura e avviamento.
Vantaggi, svantaggi e sicurezza: confronto tra chiave tradizionale, telecomando e keyless
Comodità d’uso e funzionalità
La chiave tradizionale punta soprattutto su semplicità e affidabilità meccanica, ma richiede di inserire fisicamente la chiave per aprire e avviare il veicolo.
Il telecomando offre maggiore praticità, permettendo di aprire e chiudere a distanza e di controllare eventuali funzioni aggiuntive. Introduce però componenti elettronici e una batteria da mantenere.
Il keyless offre il livello più elevato di comodità: la chiave può restare in tasca e accesso e avviamento richiedono pochissimi gesti. È però anche il sistema più complesso, con più antenne, centraline e logiche software.
Costi e duplicazione
Sulla chiave tradizionale la duplicazione è generalmente più semplice: occorre tagliare la lama e, se presente, codificare il transponder.
Con una chiave dotata di telecomando bisogna associare anche la parte radio alla centralina del veicolo, operazione che può richiedere strumenti specifici.
In caso di smarrimento dell’unica chiave disponibile, in alcune situazioni è comunque possibile rifare le chiavi dell’auto perse anche senza avere l’originale, ricostruendo la chiave e programmando il transponder o il radiocomando compatibile con il veicolo.
Sicurezza e rischio furti
Sia nelle chiavi tradizionali moderne sia in quelle con telecomando, il transponder codificato impedisce l’avviamento senza autorizzazione. La chiave con radiocomando presenta inoltre un vantaggio rispetto a molti sistemi keyless: normalmente trasmette il segnale radio solo quando viene premuto un pulsante.
Nel keyless, invece, il segnale radio può aumentare la superficie di attacco. Uno dei metodi più noti è il relay attack: strumenti elettronici intercettano e amplificano la comunicazione della smart key, anche quando si trova dentro casa, facendo credere al veicolo che sia nelle vicinanze.
Il TCS, in un test su 100 auto, ha riportato che i modelli con chiusura “comfort”/keyless risultavano molto più facili da sottrarre nelle simulazioni, senza vetture resistenti al test. Esistono inoltre analisi relative a vulnerabilità crittografiche di alcuni sistemi, con riferimenti a protocolli come Hitag2.
L’ADAC ha osservato che sistemi keyless ben progettati e protetti non dovrebbero essere intrinsecamente meno sicuri. I test indipendenti indicano però che numerosi modelli oggi in circolazione possono essere vulnerabili ad attacchi elettronici.
Misure di protezione per sistemi keyless
Le contromisure più comuni comprendono custodie schermate tipo Faraday per la chiave, disattivazione della funzione keyless quando prevista dal costruttore e utilizzo di deterrenti meccanici o altri sistemi di sicurezza.
Casi d’uso consigliati e linee guida di scelta
Quando privilegiare la chiave tradizionale
È indicata soprattutto per chi privilegia robustezza, semplicità e minore dipendenza dall’elettronica. Rimane frequente sulle auto più datate, sulle utilitarie essenziali e sui veicoli in cui comodità e funzioni premium non sono prioritarie.
Quando preferire la chiave con telecomando
È una soluzione equilibrata per l’uso quotidiano: consente di aprire e chiudere a distanza, gestire il bagagliaio e altre funzioni senza rinunciare al transponder per l’avviamento. Rispetto al keyless, il segnale radio viene normalmente trasmesso solo su comando.
Quando adottare il sistema keyless
Il keyless è indicato per chi attribuisce grande importanza alla comodità e all’integrazione digitale, fino alla chiave su smartphone dove disponibile.
Prima di sceglierlo conviene però verificare quali protezioni anti-relay e aggiornamenti di sicurezza siano previsti dal costruttore, soprattutto se l’auto viene parcheggiata abitualmente all’esterno o in aree esposte.

