Amava Fregene, dove aveva una villa e un legame che faceva parte della sua storia personale. Così come amava leggere QFregene.  Eugenio Benedetti Gaglio, imprenditore, uomo di cultura e filantropo, si è spento all’età di 96 anni, lasciando una storia che ha attraversato Paesi, culture e mondi apparentemente lontani.

La sua vita professionale lo aveva portato a muoversi nei grandi scenari internazionali, costruendo relazioni e aprendo opportunità commerciali quando le distanze politiche ed economiche rendevano difficili anche i contatti più semplici. Ma accanto all’uomo d’affari c’era una personalità profondamente legata alle proprie radici, alla famiglia e alla convinzione che la conoscenza e il dialogo fossero strumenti indispensabili per avvicinare persone e culture.

Eugenio Benedetti Gaglio aveva intuito con largo anticipo le opportunità offerte dai mercati internazionali, contribuendo all’apertura delle imprese italiane verso Paesi che, in quegli anni, apparivano ancora difficili da raggiungere.

Tra i capitoli più significativi della sua carriera c’è la Russia, dove riuscì a introdurre cento imprenditori italiani, favorendo incontri, collaborazioni e nuove opportunità commerciali. Un’attività pionieristica, alla quale si affiancò quella sviluppata in Cina, altro Paese centrale nel suo percorso professionale.

La sua capacità di creare relazioni e costruire rapporti di fiducia gli consentì di favorire occasioni di sviluppo per numerose aziende. Molti dei risultati di questo lavoro rimasero lontani dai riflettori, mentre i benefici più visibili furono raccolti dalle imprese che avevano potuto accedere a nuovi mercati grazie alle sue conoscenze e alla sua capacità di mediazione.

Nel suo percorso figura anche il prestigioso Compasso d’Oro, ulteriore riconoscimento di una carriera caratterizzata dalla capacità di anticipare i tempi e individuare possibilità dove altri vedevano ostacoli.

Accanto all’attività imprenditoriale, la cultura e la solidarietà hanno assunto un ruolo sempre più importante nella sua vita. Nel Principato di Monaco, al quale era profondamente legato, sostenne in particolare l’Unité de Psychiatrie et de Psychologie Médicale (UPPM) “La Roseraie”, contribuendo ai programmi di arteterapia destinati ai pazienti della struttura.

Un impegno che nasceva anche da una sensibilità personale e dalla consapevolezza del valore dell’arte come strumento di espressione, relazione e accompagnamento terapeutico. Per dare continuità a queste iniziative fondò insieme alla moglie Anna Maria l’Associazione Eugenio Benedetti Gaglio, che continua a sostenere progetti rivolti alle persone seguite dai servizi psichiatrici monegaschi. Accanto alle cure tradizionali, i programmi promossi offrono occasioni di creatività, socializzazione e contatto con la natura. Un’attività che racconta un aspetto importante della sua personalità: dietro l’imprenditore abituato a confrontarsi con i grandi scenari internazionali c’era un uomo attento alla fragilità umana e convinto che fosse importante creare opportunità anche per chi attraversa momenti difficili.

Avrebbe voluto presentare il suo ultimo libro il prossimo mese e questo rappresenta una testimonianza del suo desiderio di condividere esperienze, conoscenze e riflessioni con le nuove generazioni. Non potrà accompagnare personalmente questa nuova pubblicazione, ma le sue parole potranno continuare a raccontare il suo percorso e il suo modo di guardare al mondo. Così come resteranno le relazioni costruite, le opportunità create e le iniziative filantropiche portate avanti nel corso degli anni.

A piangerlo sono la famiglia, gli amici, i collaboratori e quanti hanno avuto modo di conoscerlo e lavorare con lui. Accanto a lui per una vita, la moglie Anna Maria, con i figli Eugenio Maria e Azzurra, la nuora Isabella, il genero Gianfranco e gli adorati nipoti Eugenio, Elisa e Irene.

Con la sua scomparsa si chiude una lunga vicenda umana e professionale, segnata dalla capacità di attraversare confini e costruire ponti tra mondi diversi. Il suo percorso ha unito impresa, cultura e solidarietà, lasciando un’eredità che continuerà attraverso le persone e i progetti ai quali ha dedicato il proprio impegno.

Anche Fregene conserva un posto nella sua storia. Qui aveva scelto di avere una villa, legandosi a un luogo che amava e che faceva parte della sua vita al di fuori degli impegni internazionali. Un legame personale che oggi accompagna il ricordo di un uomo dalla vita straordinaria.

I funerali si terranno venerdì 16 ottobre, alle ore 12.00, nella Parrocchia di Santa Chiara, in Piazza dei Giuochi Delfici, a Roma. La famiglia ringrazia quanti vorranno unirsi al suo dolore e partecipare alla preghiera.