Nei giorni scorsi il sindaco di Londra, Sadiq Khan, ha espresso con proprie formali osservazioni la sua contrarietà alla bozza del documento programmatico nazionale sull’espansione di Heathrow (HENPS), il quadro normativo che dovrebbe guidare la pianificazione e definire i criteri di valutazione per la nuova pista da costruire nel maggior aeroporto londinese.

L’opposizione ufficiale al progetto della terza pista di Heathrow, da parte del sindaco di una megalopoli, tra le più popolate e economicamente dinamiche del mondo, smaschera la retorica dello “sviluppo a tutti i costi”, quella che il sindaco di Fiumicino sta cercando di imporre al territorio.

Khan ha infatti dichiarato di essere “profondamente preoccupato per i potenziali impatti negativi dell’espansione di Heathrow sulla qualità dell’aria, sull’inquinamento acustico, sull’ambiente e sulle reti di trasporto nella capitale e non solo. Le medesime criticità che il Comitato FuoriPista denuncia in tutte le sedi, in merito ai piani di sviluppo di Fiumicino che si sono succeduti negli ultimi 15 anni!

Baccini, Gualtieri, Rocca, Salvini e company non hanno ancora accusato Khan di sostenere una posizione ideologica, ritornello che usano abitualmente contro tutti quelli che si oppongono alla realizzazione della quarta pista.

Correttezza informativa ci impone una precisazione istituzionale che però rende il quadro ancora più paradossale: a Londra, il sindaco non ha il potere legale di cancellare il progetto della terza pista, la cui realizzazione dipende dal governo centrale e dall’esito di vari ricorsi pendenti nei tribunali britannici; eppure, Khan non ha alcuna riserva ad usare la sua influenza politica per opporsi formalmente e difendere i suoi 9 milioni di concittadini. Al contrario, il sindaco Mario Baccini e la sua maggioranza, anche lui non dotato di alcuna giurisdizione sui piani di sviluppo aeroportuale, delibera una deperimetrazione della Riserva Naturale del Litorale Romano, che spianerebbe, in senso letterale, la strada alla cementificazione di un’area super protetta, mettendo a rischio la salute dei residenti oltre a creare un pericoloso precedente.

Il Comitato FuoriPista cha sempre evidenziato che l’attuale sedime aeroportuale è ampiamente sottoutilizzato. L’infrastruttura odierna garantisce, secondo ENAC, una capacità teorica di 90 movimenti l’ora, ma la media reale nelle ore di punta si attesta intorno ai 60, cioè è possibile, se ci fosse la domanda di traffico, soddisfarne il 50% in più di oggi!

Ma la storia non finisce qui. Lo scalo potrebbe quasi raddoppiare la sua operatività senza aggiungere un centimetro di nuovo asfalto se solo si utilizzassero appieno le procedure ATC, vigenti da anni, appositamente previste per gestire il traffico delle ore di punta, si realizzasse, come è previsto, un nuovo terminal all’interno del perimetro attuale e si migliorasse il “load factor” ovvero il numero di passeggeri traportati per aereo,

Non esiste alcuna urgenza tecnica per una quarta pista, se non quella di rispondere a interessi economici speculativi!

Il parallelismo tra il caso londinese e quello fiumicinese evidenzia una “ferita” ecologica unica. Mentre la terza pista di Heathrow si andrebbe a realizzare in un’area già fortemente antropizzata e non soggetta d alcun vincolo naturalistico, a Fiumicino, invece, la quarta pista comporterebbe la distruzione di una parte, non trascurabile e non compensabile altrimenti, della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano, area protetta di inestimabile valore istituita nel 1996. Infatti, la delibera comunale di proposta di riperimetrazione a presunto “saldo zero”, se avesse successo, cancellerebbe di fatto le tutele su oltre 150 ettari di territorio pregiato. Un’aggravante di questo scenario è che si tratta dello stesso identico progetto già sonoramente bocciato in passato dalle commissioni ministeriali di VIA/ VAS, oggi imbellettato da più strati di “green washing” che, nell’intenzione dei proponenti, consentirebbe il superamento di qualsiasi normativa italiana ed europea vigente in termini ambientali.

Non risulta avviato, tantomeno realizzato, lo studio epidemiologico, approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale a gennaio scorso, sugli effetti sulla salute dei cittadini del rumore e dell’inquinamento atmosferico aeroportuale; il buon senso, se non la legge, prescriverebbe di attenderne l’esito prima di dare l’avvio alla deperimetrazione. Invece, assistiamo ad una dispendiosa ed evidente campagna mediatica a sostegno di una rapida e frettolosa approvazione della deperimetrazione da parte del Ministero dell’Ambiente, dove viene usato persino il Giubileo del 2033 come pretesto.

Aggiungere una quarta pista e, addirittura, prevedere di raddoppiare il numero dei passeggeri da qui al 2046, significa condannare i residenti di Isola Sacra, Fregene, Maccarese e Aranova, spesso e purtroppo inconsapevoli dell’inquinamento acustico e atmosferico generato dal traffico aereo, a un peggioramento irreversibile della qualità della vita.

Il Comitato FuoriPista continuerà a dare battaglia in ogni sede istituzionale e legale. Chiediamo il blocco immediato di qualsiasi iter di espansione fuori dal sedime attuale: la salute delle persone e l’ambiente non si barattano e siamo very happy di sapere che il sindaco di Londra sta dalla nostra parte della barricata.

Comitato FuoriPista