Ancora una volta la maggioranza cerca di riscrivere la storia per nascondere le proprie responsabilità. Le dichiarazioni della consigliera Francesca De Pascali, anziché fare chiarezza, finiscono per raccontare una realtà diversa da quella che i cittadini hanno vissuto. L’ufficio anagrafe di Fregene non è stato chiuso dalla precedente amministrazione per una scelta politica, come si vuole far credere. La sospensione del servizio era legata a un problema con l’Acea, ma l’ufficio era stato successivamente riattivato insieme all’Ufficio Demanio, tornando a garantire un servizio essenziale ai residenti.

C’è invece un fatto che la consigliera omette: una delle prime decisioni dell’attuale amministrazione è stata quella di eliminare l’apertura dell’Anagrafe di Fregene il sabato. Un servizio molto apprezzato che consentiva ogni settimana il rilascio di decine e decine di carte d’identità, offrendo una risposta concreta ai cittadini di Fregene e dell’intero quadrante nord del territorio, senza sottrarre servizi ad altre località. Questi sono i fatti. Il resto sono ricostruzioni di comodo.

Nessuno è contrario al potenziamento dei servizi ad Aranova. Ogni intervento che avvicina il Comune ai cittadini è positivo. Ma questo non giustifica l’eliminazione di un servizio efficiente a Fregene, che avrebbe potuto continuare a convivere con la nuova sede.

Quanto ad Aranova, il nostro giudizio resta quello già espresso nei mesi scorsi. Siamo contrari a un’operazione che è costata circa 1,3 milioni di euro di risorse pubbliche per l’acquisto di un immobile che, pochi mesi prima, era stato comprato da un privato a meno della metà. Continuiamo a ritenere quella scelta discutibile e i cittadini hanno il diritto di conoscere fino in fondo le ragioni di un’operazione di questo tipo. La propaganda può provare a cambiare il racconto, ma non cancella le decisioni assunte né i servizi che questa amministrazione ha scelto di ridimensionare.

Paola Meloni
Presidente Commissione Trasparenza