Questa del 2026 probabilmente è stata la più difficile, e di conseguenza direi la più brutta estate trascorsa a Fregene. A parte il caldo, ma quello c’era dappertutto, a Fregene quest’estate è mancata spesso la luce, l’acqua è stata insufficiente a causa della sua scarsa pressione, e le strade ormai tutte sconnesse, sembrano che siano state bombardate di recente, con grande difficoltà anche ad andare solo in bicicletta.
A tutto ciò si aggiunga una fastidiosa invasione di zanzare, come non si era mai vista in precedenza, e ciò perché quest’anno l’umidità è stata molto elevata ed inoltre perché non sono state fatte le disinfestazioni che venivano fatte all’inizio di ogni stagione estiva dal Comune di Fiumicino.
Per quanto riguarda gli spettacoli caratteristici dell’estate di Fregene, a parte i Giovedì di Via Castellammare, non c’è stato uno spettacolo che si potesse ritenere degno di tale nome. Della gestione del cinema ne è stato fatto un indigesto spezzatino tra lo Stabilimento della Marina Militare ed il Centro Senior.
E questo sarebbe il «gioiello dimenticato» come definì Baccini Fregene, prima di essere eletto Sindaco? Baccini non solo aveva definito Fregene in questo modo, prima di essere eletto Sindaco, ma ha continuato a trattarla così anche una volta eletto Primo Cittadino del Comune di Fiumicino.
Sono trascorsi poco più di 3 anni dalle ultime elezioni e non abbiamo visto conclusa, una sola delle tante opere promesse. Si, qualche opera è stata iniziata, ma ancora oggi non ne vediamo il compimento. Anzi, mi correggo, abbiamo certamente visto l’opera che piuttosto non avremmo voluto mai vedere, ovvero un bagno in bella mostra esibito proprio all’ingresso di Fregene ed all’ingresso dell’Area A (Pineta Fellini) della Pineta Monumentale di Fregene; che poteva e doveva essere posizionato 200/300 metri più indietro, senza deturpare il decoro.
Caro Sindaco Mario Baccini, la Cittadinanza di Fregene è stanca di sentire promesse che regolarmente non vengono mantenute e di coniugare verbi sempre e solo al futuro: «faremo», «diremo», «realizzeremo»; occorre coniugare al presente – «stiamo facendo», «stiamo realizzando» – e concludere quelle opere che la Cittadinanza attende da anni, anche nel rispetto dell’ormai più che ventennale Convenzione Urbanistica ancora in essere con il «Gruppo Federici»: parliamo di milioni di Euro da realizzare – ed ancora neanche quantificate dal Comune nella loro puntuale entità – ma che dovevano già essere state completate da più di 10 anni. FREGENE ha bisogno non di strabilianti parole, ma di fatti concreti…
Dina Signoriello
Vice Presidente Autonomia da Fiumicino

