Sono iniziati i lavori che, almeno a giudicare dalle reazioni di molti residenti e frequentatori abituali, rischiano di peggiorare anziché migliorare il biglietto da visita di Fregene. Proprio all’ingresso del paese, ai margini della nostra storica e monumentale pineta, sta sorgendo un wc pubblico. Nessuno contesta la necessità di dotare il territorio di servizi igienici: è una richiesta che va avanti da anni. Quello che molti contestano, invece, è la scelta del luogo.
Davvero non esisteva una posizione meno impattante? Possibile che la porta d’ingresso di Fregene fosse il posto migliore?L’effetto visivo è difficile da ignorare. Quello che dovrebbe accogliere residenti e turisti con la bellezza dei pini secolari rischia di trasformarsi nell’ennesimo esempio di un’opera inserita senza il minimo rispetto per il contesto. Per una località che ha sempre fatto della sua immagine e del suo patrimonio naturale un punto di forza, questa scelta appare francamente incomprensibile.
Il rischio è quello di offrire a chi arriva una prima impressione tutt’altro che all’altezza della fama di Fregene.Come se non bastasse, il progetto comprende anche panchine e altri arredi in legno. Una scelta che, almeno sulla carta, può sembrare coerente con l’ambiente, ma che nella pratica lascia più di un dubbio. Chi conosce la pineta sa benissimo quanto umidità e salsedine siano nemiche del legno. Senza una manutenzione continua, e sappiamo tutti quanto sia difficile garantirla, il degrado arriverà molto prima del previsto. Il timore è che, tra qualche anno, ci ritroveremo con strutture deteriorate e con la necessità di spendere altri soldi pubblici per sistemarle.
Il paradosso è tutto qui: da una parte si parla di riqualificazione urbana e valorizzazione del territorio, dall’altra si realizza un’opera che molti cittadini percepiscono come un elemento di forte impatto proprio nel cuore verde e all’ingresso del paese. Viene quasi da pensare che certe decisioni siano state prese guardando una planimetria e non il luogo reale. Fregene merita molto di più. Merita interventi che migliorino davvero il territorio, senza sacrificare ciò che la rende unica. Prima di parlare di riqualificazione bisognerebbe ricordare che valorizzare non significa riempire gli spazi con nuove strutture, ma avere il buon senso di inserirle nel posto giusto. E, in questo caso, il buon senso sembra essere rimasto chiuso… fuori dal progetto.
PS.
Aggiungiamo in ultima analisi che non è stata data la possibilità di visionare come da accordi presi in precedenza, la totalità del progetto la cui visione in anteprima avrebbe permesso di discutere anche e soprattutto sulla posizione scelta per la realizzazione dell opera.
Mario Ciarrocchi e Pietro Valentini

