Il Ministero dell’Agricoltura ha rinviato di un anno l’obbligo di tenere il quaderno di campagna in formato elettronico, ma la scadenza del 31 dicembre 2026 è ormai a pochi mesi. Per molte aziende la vera sfida non è la scadenza normativa in sé, è trasformare appunti cartacei e messaggi sparsi in dati utilizzabili prima che arrivi

Il quaderno di campagna digitale slitta al 2027

Il Regolamento di Esecuzione UE 2023/564 aveva fissato al 1° gennaio 2026 l’obbligo di registrare in formato elettronico i trattamenti fitosanitari effettuati sulle coltivazioni. Con il Regolamento di Esecuzione UE 2025/2203 del 31 ottobre 2025, la Commissione Europea ha lasciato ai singoli Stati membri la possibilità di prorogare il termine di un anno. L’Italia ha scelto di avvalersene: con un decreto del Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, su cui è stata sancita l’intesa in Conferenza Stato-Regioni il 29 dicembre 2025, l’obbligo di conversione al formato elettronico è stato fissato al 31 dicembre 2026, con applicazione piena dal 1° gennaio 2027.

Fino a fine 2026, quindi, il Quaderno di Campagna dell’Agricoltore, già predisposto da Agea e integrato nel fascicolo aziendale digitale tramite il SIAN, resta su base volontaria, ma restano ormai pochi mesi per organizzarsi prima che la conversione al formato elettronico diventi obbligatoria. La proroga è arrivata dopo le segnalazioni di diversi Stati membri, Italia compresa, su infrastrutture non ancora adeguate e aziende agricole poco informatizzate.

Cosa dovrà finire nel registro digitale

Il quaderno di campagna, obbligatorio come registro dal 2012 con il decreto legislativo 150, dovrà includere non solo i trattamenti fitosanitari ma anche fertilizzazioni, irrigazioni, lavorazioni, macchinari utilizzati e operatori coinvolti, ciascuno associato a uno specifico appezzamento tramite il Piano Colturale Grafico. L’obiettivo dichiarato dalla Commissione Europea è duplice: rendere più semplici i controlli, grazie a verifiche che potranno essere svolte anche da remoto, e garantire una tracciabilità più solida delle pratiche agronomiche lungo l’intera filiera.

In caso di controllo, alle aziende viene richiesto il registro dell’annata in corso e delle tre precedenti, comprese le giacenze di magazzino relative ai prodotti fitosanitari utilizzati. Un archivio che, se tenuto su carta o in modo frammentario, diventa complicato da ricostruire con precisione a distanza di anni, soprattutto quando cambiano gli operatori coinvolti nella gestione dei campi.

Il problema non è solo normativo, è organizzativo

Al di là della scadenza di legge, il nodo per molte aziende agricole resta lo stesso da anni: le informazioni sul lavoro in campo vengono ancora annotate su quaderni, post-it, messaggi scambiati tra i membri del team, senza una struttura comune. Il risultato è che ricostruire un intervento specifico, ad esempio quando è stato fatto un trattamento e con quale dose, richiede tempo e pazienza. A ogni passaggio di consegne o cambio di stagione, un pezzo di conoscenza aziendale rischia di andare perso. E senza una cronologia chiara delle attività svolte su un appezzamento, anche le decisioni agronomiche successive finiscono per essere prese con meno contesto, e quindi con meno precisione.

Appunti sul campo: dalle osservazioni quotidiane ai dati strutturati

È esattamente su questo problema che lavora Plantvoice con la funzione Appunti sul campo, pensata per trasformare le osservazioni quotidiane in dati ordinati e ricercabili. L’agronomo o l’operatore registra un’attività con un messaggio di testo o una nota vocale, come in una qualsiasi chat; un sistema di intelligenza artificiale interpreta il contenuto, riconosce il tipo di intervento, la quantità, i tempi e l’appezzamento di riferimento, e lo trasforma in un dato strutturato consultabile in tempo reale da tutto il team.

Il sistema copre l’intero ciclo delle attività di campo, dalle irrigazioni ai trattamenti fitosanitari, dalle fertilizzazioni alle potature, fino a eventi climatici e interventi straordinari, e si integra con gli altri moduli della piattaforma Plantvoice, incrociando ad esempio i trattamenti registrati con i dati raccolti dalle trappole per insetti o dai sensori di suolo e linfa.

Con la scadenza del 31 dicembre 2026 sempre più vicina e l’obbligo pieno che scatta dal 1° gennaio 2027, avere già oggi uno strumento che raccoglie i dati di campo in modo strutturato, senza aggiungere carico burocratico ai momenti più intensi della stagione, significa arrivare alla scadenza con l’abitudine già consolidata, invece di rincorrerla all’ultimo momento. Il sistema produce anche un archivio pensato per audit, ispezioni e certificazioni di filiera, lo stesso tipo di documentazione che il nuovo registro digitale dovrà garantire.