“Le assegnazioni delle palestre comunali sono concluse. Il risultato? Alcune associazioni hanno ottenuto persino due spazi, mentre altre, come la nostra, sono rimaste completamente a mani vuote, con il rischio concreto di interrompere un’attività sportiva costruita con anni di impegno sul territorio”. È quanto si legge in una nota dell’Asd Varsity Gym, che fino allo scorso anno aveva come base la palestra di via di Maccarese.

“Di fronte a questa sproporzione – prosegue la nota – la nota una domanda è inevitabile: quali criteri hanno guidato queste scelte?

Il bando richiama la pluralità delle discipline come elemento di valutazione. Un principio che dovrebbe tradursi in fatti, non restare una mera dichiarazione d’intenti. Valorizzare lo sport significa garantire che le opportunità non si concentrino sempre sulle stesse realtà.
Non contestiamo il diritto di chi ha ottenuto gli spazi, ma chiediamo chiarezza. È legittimo domandarsi quali elementi abbiano fatto la differenza e se tutte le associazioni siano state valutate con la stessa attenzione. Pubblicare una graduatoria non basta: occorre comprendere le motivazioni delle scelte e assumersi la responsabilità delle loro conseguenze.

Per questo, il 26 ottobre abbiamo presentato al Comune una richiesta formale di accesso agli atti relativa alla graduatoria per l’utilizzo in convenzione dei centri sportivi comunali per gli anni scolastici 2026/2027 e 2027/2028. Abbiamo chiesto di poter esaminare i verbali della commissione, la nostra scheda di valutazione e il dettaglio dei punteggi attribuiti per ciascun criterio previsto dal bando, oltre alla documentazione utile a comprendere la formazione della graduatoria.

La richiesta ha l’obiettivo di conoscere le modalità concrete con cui sono stati applicati i criteri di valutazione e verificare il punteggio assegnato alla nostra domanda. Vogliamo capire quali elementi abbiano determinato la nostra esclusione e ottenere risposte chiare sulla procedura, nel rispetto delle norme sull’accesso agli atti e sulla tutela dei dati personali.

E la nostra attenzione non si fermerà qui. Guarderemo con interesse anche ai Ptof delle scuole e alle associazioni coinvolte nei progetti scolastici, per capire se verranno realmente valorizzate la pluralità e le diverse realtà del territorio.
La trasparenza non può essere invocata solo a parole, così come le pari opportunità non possono valere a corrente alternata. Chi amministra risorse pubbliche ha il dovere di garantire criteri chiari, decisioni comprensibili e pari dignità per tutti.
Lo sport appartiene alla comunità, non a pochi privilegiati”.