Uno dei temi sociali più importanti, ciò che favorisce aggregazione sociale tra i giovani, crescita sana, valori e principi ispirati alla condivisione, all’impegno, al sacrificio e alla solidarietà, ciò che costituisce prevenzione sanitaria vera a tutte le età, motivo di benessere psicofisico e qualità della vita, non ha la dignità di un assessorato.

Non un settore marginale, ma un vero e proprio motore sociale che sul territorio conta un numero altissimo di tesserati di varie discipline, di associazioni, e non ultimo un livello altissimo di atleti professionisti di rilievo nazionale e internazionale.  Un mondo straordinario, ricco di esempi di inclusività, numeri impressionanti di bambini e adulti che ogni giorno ritagliano spazi importanti della loro giornata per vivere esperienze condivise benefiche, formative e spesso di grandissimo prestigio per la città.

Una squadra di calcio in serie D, tre in Eccellenza, Prime categorie e categorie minori, giovanili, basket e pallavolo di grande prestigio, nuotatori ai vertici regionali e nazionali così come pattinatrici, atlete e atleti di artistica e ritmica, di atletica leggera, piazzamenti nazionali e internazionali nelle arti marziali, nel body building, addirittura atleti olimpionici.

Una misera delega alle politiche sportive senza potere di firma  attribuita ad un consigliere comunale nella spasmodica ricerca di mantenere fragili equilibri di maggioranza, non risponde alle esigenze di programmazione, pianificazione, investimenti, sviluppo e relazioni con un mondo che il sindaco cita ogni tanto con parole di circostanza, ma del quale è evidente non comprenda il valore.

Lo si evince anche dalle modalità con cui sono stati strutturati i bandi per le palestre pubbliche, dai contenziosi negli affidamenti alle associazioni, dal numero di realtà rimaste fuori e senza risposte, dalla gestione di circoli sportivi trasformati in APS centri anziani e dalle nebbie ancora alte sulle gestioni delle strutture comunali.

Lo Sport non è priorità per questa amministrazione.. al pari della scuola del resto… tradotto non sono prioritari i giovani.

È emblematico che un’amministrazione che pretende di parlare alle nuove generazioni  tagli  ore di assistenza scolastica e crei il caos nel trasporto degli studenti, così come è emblematico che non ritenga degni di area e portafoglio autonomo i due temi prioritari  di un paese sano:  la salute fisica e la salute sociale, ciò che costituisce crescita e prevenzione dai disagi e dalle emarginazioni sociali.

Andare  a scuola a parlare di bullismo, violenza di genere e altre “storture” che affliggono i ragazzi,  è solo inutile passerella se non si dà dignità e valore a ciò di cui le nuove generazioni hanno più bisogno.

Paola Meloni e Roberta Iannuzzi (Progetto Civico Fiumicino)