Delusi. Amareggiati. Disorientati. Arrabbiati. Increduli. Non sappiamo quali altri aggettivi evocare per descrivere lo stato d’animo dei nostri associati che vedono susseguirsi provvedimenti contraddittori, vessatori, incongrui, incompleti, scritti malissimo, fuorvianti, rispetto ai quali non sappiamo più se predomina un consapevole disegno volto esclusivamente ad accanirsi contro una fetta di cittadini, oppure la ormai conclamata incapacità dell’Ufficio di gestire procedimenti amministrativi complessi, ma poi neanche tanto.
Il tutto in spregio delle chiarissime linee di indirizzo politico fornite dal Consiglio Comunale all’unanimità e dalla Giunta Comunale che, con una delibera da noi immediatamente apprezzata e accolta con un sospiro di sollievo, aveva disposto la sospensione delle richieste di pagamento degli indennizzi per presunta occupazione sine titulo, e che invece continuato a pervenire, peraltro, come diremo, caratterizzate da un livello di qualità tecnico-amministrativa vicino allo zero. Non vorremmo dover constatare che la Politica si sia voluta accontentare dell’effetto annuncio senza poi preoccuparsi del fatto che le linee di indirizzo si traducessero in atti di amministrazione attiva.
Come detto, contrariamente a quello che ci aspettavamo in attuazione della Delibera n.174, stanno continuando ad arrivare provvedimenti (ne alleghiamo uno che la preghiamo vivamente di leggere), con i quali viene intimato il pagamento di decine di migliaia di euro, ove le osservazioni procedimentali proposte dagli interessati vengono liquidate non con argomentazioni specifiche e calzanti, ma con un generico rinvio ad una sentenza TAR (e abbiamo avuto modo in questi due anni di dimostrare come le sentenze TAR non abbiano portata nomofilattica), omettendo l’indicazione specifica dell’autorità e dei termini entro i quali proporre eventuale impugnazione, in totale e pervicace spregio, avendolo più volte segnalato, del disposto dell’art. 3, comma 4, della legge n.241 del 1990 (o forse, ci viene a questo punto da pensare, perché in realtà l’Ufficio non saprebbe cosa scrivere, visto che quando indica il Giudice Ordinario, poi in giudizio l’avvocatura del Comune, con un ribaltone, sostiene la competenza del TAR!).
Ci si obietterà, verosimilmente, la necessità di garantire gli interessi erariali evitando la prescrizione. Condividiamo la preoccupazione, non abbiamo mai pensato di mettere in difficoltà l’Amministrazione. Ci vengono però naturali due osservazioni:
1. Per interrompere la prescrizione è sufficiente un atto di costituzione in mora o di rivendicazione di un credito (peraltro, al momento solo presunto); quelle notificate sono invece in tutto e per tutto intimazioni esecutive cui ci si può opporre solo in via giudiziaria (alimentando quindi paradossalmente quel contenzioso che la Delibera n.174 si poneva l’obiettivo di ridurre);
2. Ammesso e non concesso e considerato che la prescrizione dei canoni/indennizzi è decennale, perché non si intima il pagamento solo per l’annualità che rischia di essere prescritta, e si estende invece la richiesta anche ad annualità più recenti?
Insomma, signor Sindaco, continuiamo desolatamente ad assistere ad un pastrocchio in cui la Politica dà un chiaro e legittimo indirizzo politico, l’Ufficio ritiene “irrilevante” la Delibera n.174, sempre l’Ufficio adotta provvedimenti banalmente motivati con l’evidente unico scopo di “proteggere le terga” del Dirigente, e non viene neanche fornita l’indicazione dell’autorità e dei termini cui proporre ricorso… e dall’altro lato, i cittadini sono costretti ad attivare dispendiosi contenziosi, con il risultato che i Giudici svolgeranno la funzione di “supplenti” delle’Amministrazione.
A questo si aggiunga, viceversa, l’assordante silenzio dell’Ufficio a fronte delle istanze della Categoria A di cui alla delibera n.173, volte al riconoscimento dell’estensione della durata al 31 dicembre 2033. Sono ormai passati mesi da che gli interessati hanno fornito la documentazione richiesta, ma, al di là di poche pubblicazioni sull’Albo Pretorio, del provvedimento dichiarativo della nuova scadenza, essendo la durata stabilita ex lege, non c’è nessuna traccia. Converrà che il quadro che ne emerge è sconfortante.
Ciò nondimeno, noi continueremo, oltre che nelle aule dei tribunali, a richiamare la Sua attenzione su un tema che investe centinaia di famiglie e che, anziché procedere a singhiozzo con un passo avanti e due indietro, con una intollerabile divaricazione tra linea politica e attività amministrativa, potrebbe facilmente essere portato a soluzione con piena soddisfazione sia dei privati che della Pubblica Amministrazione. Rimaniamo, come sempre, a disposizione per un costruttivo e risolutivo confronto.
IL PORTAVOCE, Massimo Provinciali

