
Ho letto con attenzione le considerazioni di Andrea, giovane residente di Maccarese, pubblicate da Fregeneonline (il 27 agosto ndr). Rispetto alle sue preoccupazioni, perché il futuro di Maccarese, la tutela dell’ambiente e la qualità della vita dei cittadini meritano sempre un confronto serio. Proprio per questo credo sia necessario chiarire alcuni fatti, anche per evitare che continui ad essere rappresentata come una contraddizione quella che, al contrario, è una posizione che ho mantenuto coerentemente nel tempo.
Quando espressi la mia contrarietà allo sviluppo aeroportuale, mi riferivo al vecchio progetto, quello allora esistente e, dunque, l’unico sul quale fosse possibile esprimere una valutazione. Quel progetto non garantiva, a mio giudizio, un equilibrio accettabile tra crescita dell’aeroporto, tutela ambientale e interessi della città. Oggi siamo di fronte a un piano diverso, nato da una nuova strategia e da un confronto differente con il territorio.
Il principio dal quale siamo partiti è semplice: la crescita non va subita, va governata. Senza forzature, attraverso il confronto e pretendendo che allo sviluppo della più importante infrastruttura aeroportuale italiana, corrispondano benefici concreti per la comunità che la ospita. Non stiamo parlando soltanto di compensazioni economiche. Il principio del saldo zero sul consumo di suolo è stato recepito nel nuovo piano anche attraverso la restituzione alla città di terreni pregiati e fruibili dai cittadini, sui quali potrà sorgere un grande parco pubblico attrezzato.
Abbiamo chiesto e ottenuto la riduzione della prima pista, con l’obiettivo di diminuire significativamente l’impatto acustico su Focene e Fregene. Abbiamo inoltre posto come condizione un programma di circa 300 milioni di euro di opere e interventi a carico di ADR, tra cui il raddoppio di via Coccia di Morto, il potenziamento delle complanari, gli interventi sulla viabilità di Maccarese, il nuovo ponte e numerose altre infrastrutture necessarie al territorio.
Soprattutto, abbiamo chiesto che lo sviluppo aeroportuale sia accompagnato da miglioramenti ambientali concreti e misurabili. Non può esserci solo un aeroporto che cresce nel numero dei passeggeri: deve aumentare contemporaneamente la qualità del territorio che lo ospita. È questa nuova impostazione che ha portato il Consiglio comunale ad esprimere a maggioranza un parere favorevole, e me personalmente a sostenerlo. Non c’è quindi alcuna contraddizione.
Ho detto no a un progetto che ritenevo sbagliato. Ho detto sì a un progetto costruito su condizioni profondamente diverse. Non ho mai sostenuto che l’aeroporto non debba crescere. Ho sempre sostenuto che l’’aeroporto deve crescere insieme a Fiumicino, non sopra Fiumicino. E su un punto sono d’accordo con Andrea: l’aeroporto non può e non deve rappresentare l’unico orizzonte economico della nostra città.
Agricoltura e agroalimentare, turismo, economia del mare, cantieristica, commercio, formazione e cultura devono svilupparsi insieme alla grande infrastruttura aeroportuale. È questa la città policentrica, moderna e diversificata sulla quale stiamo lavorando. Vogliamo che, quando aumentano il valore e i bilanci delle grandi aziende che operano e investono nel nostro territorio, crescano anche il valore di Fiumicino, le opportunità per i nostri giovani, i servizi e la qualità della vita dei cittadini.
Senza sacrificare le identità delle nostre località, le tradizioni e il patrimonio ambientale. Anzi, facendo in modo che lo sviluppo contribuisca a tutelarli e migliorarli. Questo era il principio allora. Questo rimane il principio oggi. È giusto discutere, confrontarsi e anche criticare i singoli interventi. Ma il confronto deve partire dai progetti realmente esistenti e dai fatti. Perché cambiare giudizio quando cambia radicalmente un progetto non significa contraddirsi. Significa governare.
Mario Baccini

