22 settembre 2017

L’ anno orribile di Roma “Si spara per la droga”

L’ ombra della malavita organizzata che si sovrappone alle bande di spacciatori che si danno battaglia. I reati sarebbero ufficialmente in calo – ma i dati sono ancora provvisori -, mentre di certo aumentano gli arresti e le denunce. Sullo sfondo la firma dell’ ultimo Patto per Roma sicura che prevede investimenti per le forze dell’ ordine per contrastare la malavita. Soprattutto con la tecnologia. Ma anche con i nuovi presidi. Da qui parte il 2012 secondo il questore Francesco Tagliente. Si parla di utilizzare le case cantoniere. E poi ci sono i nuovi quartieri, sorti attorno ai centri commerciali: ci saranno nuovi presidi? Dove? «È una priorità del progetto della Questura fin dall’ agosto 2010, ma possiamo già ritenerci soddisfatti: fra gli interventi già realizzati e quelli programmati per il contenimento dei costi di gestione degli immobili riusciremo a risparmiare oltre 6 milioni di euro con la dismissione degli edifici in affitto dai privati e il contestuale impiego di immobili demaniali, o in alternativa messi a disposizione dagli enti locali. Intanto sono stati aperti 8 posti di polizia negli ospedali, due a Fregene e Torvajanica, e il commissariato Anzio-Nettuno è stato potenziato. Il Patto prevede poi altri presidi in aree ad alta densità abitativa ma poco “coperte”. Le case cantoniere, se compatibili con le nostre esigenze, saranno prese in attenta considerazione». Sul fronte della sicurezza, il nuovo Patto prevede 400 uomini di rinforzo. Dove saranno dislocati? E in futuro ci saranno nuove task force investigative per affrontare la malavita? «I rinforzi annunciati, parte dei quali (quelli dello speciale Nucleo Prevenzione Crimine) già assegnati alla Questura, continueranno a operare nei servizi operativi esterni, nelle aree più esposte. Soprattutto negli ultimi mesi un significativo numero di risorse viene impiegato nelle operazioni “Alto impatto”. Da novembre sono stati attuati oltre 90 servizi fra Tor Bella Monaca, Casilino, Esposizione, Esquilino, San Basilio, Primavalle, San Lorenzo, Pigneto, fino alla provincia con Anzio, Tivoli, Colleferro, Guidonia e Ostia, con l’ identificazione di oltre 9mila persone, il controllo di oltre 5mila veicoli, e con 171 arresti e 67 denunce. Proprio a Ostia come alla stazione Termini abbiamo lavorato alla vigilia di natale. C’ è poi la mappatura dei soggetti ammessi al beneficio delle misure alternative alla detenzione carceraria, dei pregiudicati per reati commessi con armi da fuoco, per rapina e spaccio». Ma il 2011 è l’ anno delle pistole e dei regolamenti di conti. Che differenza c’ è, secondo lei, rispetto al passato? «È aumentato il commercio e l’ uso della droga anche da parte di delinquenti di basso profilo che non esitano a ricorrere alle armi per risolvere problemi che in passato venivano affrontati in maniera meno violenta. Il mercato dei consumatori di droga è policonsumo, con accentuazione dei comportamenti bipolari e una maggiore frequenza di condotte aggressive. A ciò si aggiunga la circostanza che per far fronte ai propri bisogni il tossicodipendente diventa spacciatore e finisce per consumare anche quanto dovrebbe vendere, determinando insolvenze e contrasti nel mondo del piccolo spaccio. Comunque mi sembra di assistere a bande di basso profilo che cercano di affermarsi con metodi violenti per il mancato pagamento di modesti quantitativi di droga o per risolvere sgarri e vecchie ruggini». È preoccupato? «Se ci si dovesse limitare alle statistiche sugli omicidi a Roma finiremmo per avere un dato tranquillizzante, in realtà la tipologia dei delitti sono motivo di preoccupazione, come lo sono i segnali che provengono dalle indagini in corso. Il quadro che se ne ricava è quello di una città estremamente appetibile per gli interessi di varie consorterie criminali, più che adeguatamente contrastate attraverso un’ attività di intelligence che mira a disarticolare gli interessi criminali, colpendoli nel profondo, superando la vecchia logica di fermarsi alle responsabilità soggettive, per individuare invece tutte le forme di reinvestimento e di illecito arricchimento. C’ è poi l’ usura che rischia di diventare endemica con pochissime denunce e scarsi rischi per la criminalità». Qual è il suo bilancio di quest’ anno? «Con tutti i limiti della lettura delle statistiche recenti (i dati non sono ancora consolidati), monitorando solo i dati della Questura emerge che nel periodo gennaio-novembre, rispetto allo stesso periodo dell’ anno scorso, gli arresti per furto sono aumentati del 24%, quelli per rapina del 20% e quelli legati allo spaccio di sostanze stupefacenti del 2%. Il numero delle Volanti è stato incrementato del 10% e al 113 sono stati assegnati altri 20 operatori: i nostri tempi di risposta sono di 6 secondi. Questo dovrebbe favorire una maggiore percezione della sicurezza. Probabilmente dobbiamo migliorare il nostro sistema della comunicazione». (Frignani Rinaldo, Corriere della Sera)

 

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