19 settembre 2017

“Il pasticcio dell’autobus”

Ma anziché la normale vettura pullman giunge quella che i ragazzi chiamano “la navetta”, di dimensioni limitate e assolutamente insufficiente ad accogliere la cinquantina di ragazzi che a quell’ora sono diretti verso Focene e Fiumicino. L’increscioso disguido, a quello che risulta, si è già verificato diverse volte nelle ultime settimane, insieme a numerosi altri disservizi che hanno colpito particolarmente le linee di trasporto scolastico. Gli studenti e le studentesse, esasperati, si collocano di traverso alla strada per fermare l’autobus e obbligarlo a lasciarli salire ma l’autista si rifiuta, sostenendo di non poter trasportare passeggeri in piedi. La situazione rimane bloccata per alcuni minuti, con diversi ragazzi fermi, pericolosamente, al centro della strada. Una docente si avvicina all’autista, qualificandosi come tale, e chiedendogli il numero di “corsa” per poter fare un reclamo. Il dipendente della Rossi Tour, per tutta la risposta, si rifiuta, invitando con termini coloriti la signora ad occuparsi di altre faccende. In breve l’autobus riparte, lasciando alla fermata, circa 25 giovani ai quali non rimane che godersi il verde panorama per un’altra ora, sperando che alla prossima corsa vada meglio. In un Comunicato Stampa dell’Associazione Robin Hood, Roberto Pavone, presidente del Consiglio d’Istituto del Baffi e candidato nella lista civica “Fiumicino in Movimento con Tasciotti Sindaco” segnala che “Non è la prima volta che all’uscita della scuola (circa 900 ragazzi frequentanti) compaiono mezzi di dimensione ridotti, invece di quelli da 100 posti”. E, rincara la dose il presidente dell’Associazione Robin-Hood, Umberto Silvestri, “questi disservizi sono frequentissimi: la logica vorrebbe che all’uscita di una scuola con quasi 1000 studenti ci fossero a transitare mezzi da 120 persone e non ridicoli quanto insufficienti pulmini! Avevamo già segnalato questi ricorrenti inconvenienti all’Assessore ai trasporti del comune di Fiumicino, ma sembra che non voglia ascoltare le voci dei ragazzi che si sacrificano ogni giorno, anche attendendo sotto il diluvio, di essere accolti su un mezzo pubblico per andare a scuola o tornare a casa. Un vero disservizio. I nostri avvocati – aggiunge Silvestri – stanno valutando se il ripetersi di questi fatti non configuri il reato di interruzione di pubblici servizi. “Occorrono bus navetta adibiti solo al trasporto dei ragazzi – aggiunge Patrizio Pavone – Ne basterebbero 4 all’ingresso e due all’uscita, risolvendo così ogni problema.” “Non bisogna generalizzare: ma non sarebbe male – commenta il Portavoce del Comitato Pendolari Maccarese – Palidoro Andrea Ricci – se, con il nuovo piano dei trasporti, che sarebbe opportuno prevedesse un numero di posti minimo per ogni corsa, come si fa normalmente nei Contratti di Servizio, si inserisse anche per alcuni autisti l’obbligo di un corso di buona creanza, oltre che di rispetto dei limiti di velocità”.

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