In questi giorni il dibattito sulla quarta pista è diventato più vivace, specialmente su social e stampa locale. Ma perchè tanto nervosismo fra i favorevoli alla quarta pista? Nella nuova versione del PNA, presentato ufficialmente il 12 maggio al Ministero dei Trasporti e che nei prossimi mesi dovrà passare al vaglio delle varie commissioni legislative prima della pubblicazione, la quarta pista dell’aeroporto di Fiumicino non compare affatto!

Anzi, viene addirittura inserito – come previsto ante 2012 – il terzo aeroporto del Lazio a sostegno di Fiumicino, dove destinare parte del traffico low cost. Dunque il Ministro Salvini, che nel 2020, dopo i fatti di Genova voleva cancellare la famiglia Benetton dalla faccia della terra, ora si affretta a metterci una pezza: il 13 maggio corre in aeroporto dalla Società Aeroporti di Roma SpA per precisare che la quarta pista, parole sue, “rientra nel nuovo Piano nazionale aeroporti”: delle due l’una o non conosce il PNA, che personalmente ha presentato il giorno prima, oppure sta affermando qualcosa che non corrisponde al vero!

Da quel momento in poi, stampa, ADR e politici vari si scatenano. Viene rilanciato un sondaggio pagato da ADR, realizzato nei mesi scorsi, dove viene evidenziato che 730 persone su 1005 si dicono favorevoli al progetto di sviluppo dell’aeroporto. Ma un dettaglio, contenuto nello stesso sondaggio, fa crollare questa incredibile montatura: solo il 7% – cioè 70 persone su 1005 – dichiara di conoscere veramente il progetto (mentre risulta che il 46% non lo conosce affatto e l’altro 47% ne ha solo sentito parlare. La “bufala” del 73% dei cittadini che supportano lo sviluppo aeroportuale, cioè la quarta pista, è così definitivamente scoperta.

La massiccia campagna mediatica che ADR ha messo in campo da mesi trova la sua massima espressione in un video, in cui una seria e composta signorina con degli attenti gesti e una ricercatissima sintassi spiega che il piano è “necessario” – qui si presuppone un atto di fede dello spettatore – e successivamente illustra tutti gli pseudo-benefici che la quarta pista porterebbe all’economia locale e nazionale. Cita, tra l’altro, un fantomatico studio dell’università LUISS, che nessuno ha avuto ancora il beneficio di leggere a meno che non si voglia considerare tale la decina di slide powerpoint allegate alla richiesta di riperimetrazione avanzata dal sindaco Baccini e dalla sua maggioranza. Infine, la presentatrice invita i cittadini a sottoscrivere la petizione messa online da un comitato sostenitore della quarta pista che comporterà se realizzata, oltre alla perdita di un’area di 150 ettari della Riserva, la demolizione di vari centri agricoli dove risiedono oltre 100 famiglie.

Mentre i gruppi consigliari di minoranza del Comune di Fiumicino, con argomentazione efficaci portano avanti una battaglia di coerenza politica, l’unico a tacere, come del resto ci ha abituato, è il Sindaco di Fiumicino Baccinus Silente, che prevediamo, una volta calmatesi le acque si accoderà al carrozzone facendo spallucce: “beh se lo dicono loro… io non posso dire di no”.
In questa faccenda è importante sottolineare che il Governo, con la nuova bozza di PNA, ha finalmente e concretamente recepito un OdG (primo firmatario il Senatore Giovanbattista Fazzolari) votato alla unanimità in Senato nel 2018, che “impegnava il Governo a potenziare l’aeroporto di Fiumicino entro i confini dell’attuale sedime aeroportuale”.

Ribadiamo che la quarta pista del tutto inutile per rispondere all’eventuale, se ci sarà, incremento del traffico aeroportuale di Fiumicino: segnaliamo che nel 2025, al netto dei voli low cost, il numero dei passeggeri si sarebbe attestato a 30.685.537 mentre quello dei movimenti si sarebbe fermato a 190.000: numeri questi ben lontani da quelli vagheggiati da ADR, ENAC e dai loro sicofanti.

Il Comitato FuoriPISTA sostiene da anni, e negli ultimi mesi anche molti addetti ai lavori – tra cui piloti, tecnici, ingegneri – lo hanno ulteriormente evidenziato, che una ottimizzazione dell’aeroporto e delle sue infrastrutture – come del resto si evidenzia nel nuovo PNA – sia molto più efficace di una pista pensata affinchè AdR possa spendere come da Contratto vigente 9 miliardi per realizzare una infrastruttura inutile e dannosa. Miliardi pagati dai passeggeri come diritti d’imbarco.

E’ giunto il momento di abbandonare la vuota e deleteria retorica dello sviluppo a tutti i costi, dell’asfalto miracoloso col conseguente consumo di suolo, senza prendere atto delle inevitabili conseguenze come i decolli ogni 4 minuti previsti a pieno regime sopra la zona più popolosa del territorio, come la distruzione della Riserva, l’inquinamento prodotto a terra e in volo, e un territorio sempre più stretto dai tentacoli di tante opere con una visione distorta del futuro tutta a vantaggio dei pochi contro i molti.



Comitato FuoriPISTA