Si è svolta nel pomeriggio di giovedì 21 maggio la prima giornata di pulizia del “Progetto OASI”, nata dalla collaborazione tra WWF e Operatori balneari di Focene, Fregene e Passoscuro. Una ventina di volontari si sono impegnati nella raccolta dei rifiuti arrivati con le ultime mareggiate sulla spiaggia davanti all’Oasi di Macchiagrande. Nei sacchi molti frammenti di plastiche rigide, destinati a diventare nel tempo microplastiche, oltre all’immancabile polistirolo e qualche rifiuto ingombrante.

Un’iniziativa che ritrova una spiaggia in condizioni migliori rispetto agli anni passati, grazie anche alle attività sportive che vi si svolgono, a cittadini sempre più attenti e alle numerose attività di educazione ambientale che dall’Oasi hanno come destinazione proprio il mare.
“Anche la duna, lentamente, ma costantemente si sta riappropriando dei suoi spazi e lo dimostrano le tante piante pioniere che ogni anno si riscontrano qualche metro più avanti – spiega Andrea Rinelli, responsabile WWF Oasi litorale – Un buon segno, nonostante l’erosione aggressiva di questi ultimi anni anche su questo tratto di costa. È come se quel lembo di terra verde tra case e campi coltivati che è l’Oasi di Macchiagrande stesse tentando di tornare a collegarsi con il mare un centimetro alla volta. E sarebbe una grande occasione quella di favorire tale processo per mostrare che conservazione della natura e turismo lento possono rappresentare un grande valore per il nostro territorio”.
“Complimenti a tutti per l’iniziativa e per il progetto OASI – commenta il sindaco Mario Baccini – seguiamo con molta attenzione il progetto pilota condividendone valori e obiettivi. L’idea di un turismo sempre più sostenibile e in grado di valorizzare la nostra costa resta un punto di riferimento da perseguire insieme”.


Un’iniziativa che ritrova una spiaggia in condizioni migliori rispetto agli anni passati, grazie anche alle attività sportive che vi si svolgono, a cittadini sempre più attenti e alle numerose attività di educazione ambientale che dall’Oasi hanno come destinazione proprio il mare.
“Anche la duna, lentamente, ma costantemente si sta riappropriando dei suoi spazi e lo dimostrano le tante piante pioniere che ogni anno si riscontrano qualche metro più avanti – spiega Andrea Rinelli, responsabile WWF Oasi litorale – Un buon segno, nonostante l’erosione aggressiva di questi ultimi anni anche su questo tratto di costa. È come se quel lembo di terra verde tra case e campi coltivati che è l’Oasi di Macchiagrande stesse tentando di tornare a collegarsi con il mare un centimetro alla volta. E sarebbe una grande occasione quella di favorire tale processo per mostrare che conservazione della natura e turismo lento possono rappresentare un grande valore per il nostro territorio”.
“Complimenti a tutti per l’iniziativa e per il progetto OASI- commenta il sindaco Mario Baccini – seguiamo con molta attenzione il progetto pilota condividendone i valori e gli obiettivi. L’idea di un turismo sempre più sostenibile e in grado di valorizzare la nostra costa è per noi un sicuro di riferimento da perseguire in rete”.

